Gustav Klimt - senza titolo
Baby blues (maternity blues) e depressione post-partum
La vulnerabilità della donna dopo il parto è un momento particolarmente delicato.
La nascita di un figlio comporta enormi cambiamenti psico-fisici in cui la donna deve ristrutturare il proprio modo di percepirsi sia da un punto di vista fisico che psicologico e sociale.
Oggi si parla di baby blues o maternity blues che letteralmente significa “bambino triste” o “mamma triste” diversa dalla “depressione post-partum” contraddistinta per la sua gravità. Diamo uno sguardo a cosa si riferiscono.
Il baby blues è un disturbo transitorio di lieve entità, si presenta il terzo, quarto giorno dopo il parto e sussiste per due settimane. Le ricerche indicano che a soffrirne sono il 70% della neomamme.
E’ un disturbo di lieve entità e se non ci sono fattori intrusivi di peggioramento, risalenti per esempio ad altri periodi depressivi o a una carenza di supporto familiare, scompaiono dopo le due settimane successive al parto.
In questa fase la donna ha un brusco calo ormonale degli estrogeni, ne consegue stanchezza fisica e irritabilità. Tali manifestazioni se accompagnati a fattori psicologici particolari si possono protrarre fino a sfociare in una depressione post partum.
La sintomatologia del baby blues è caratterizzata da pianto improvviso e immotivato, stanchezza, irritabilità e nervosismo, labilità dell’umore, paura e preoccupazione eccessiva per il neonato e paura di non essere all’altezza delle sue richieste. Possono manifestarsi disturbi del sonno e dell’appetito.
Visto la forte incidenza, rientra tutto nella normalità, e la reazione della neomamma è remissiva trascorse la due settimane dopo parto. In questo caso non è richiesto alcun trattamento specifico per questo tipo di disturbo perché remissivo.
Tuttavia, ancora oggi nel nostro paese non esiste un piano preventivo per ovviare ad un eventuale aggravamento di tale condizione che può sfociare in uno stato depressivo vero e proprio.
Diverso è il caso della depressione post partum che si distingue dal baby blues per durata e entità. La depressione post partum è un disturbo dell’umore di entità più preoccupante il cui esordio avviene entro sei mesi dopo il parto, con un picco di insorgenza tra le 8 e le 12 settimane successive.
L’incidenza è del 10-20% nei paesi occidentali e la durata varia da alcuni mesi o addirittura anni, ciò dipende anche dalla tempestività nel chiedere aiuto a validi professionisti.
La sintomatologia riguarda anche un forte “stato d’ansia” per cui la donna è incapace di rilassarsi. La preoccupazione per il bambino è eccessiva e spesso ingiustificata per la neomamma che si sente “inadeguata alle richieste” del bambino e alle richieste sociali di essere una mamma perfetta.
L’ansia spesso si manifesta a livello somatico come frequenti mal di testa, dolori al petto e spesso viene compromesso il sonno e l’appetito. Predominano sentimenti di “tristezza”, “umore depresso” con pianti frequenti.
Alla stanchezza si accompagnano un forte “senso di colpa” e di “solitudine” con la tendenza a chiudersi e ad isolarsi socialmente perché la credenza predominante è che "nessuno possa capire lo stato di sofferenza che si sta vivendo", perché “nascita del proprio figlio” da un punto di vista sociale significa gioia.
Il credere che l’aspettativa di adeguatezza da parte degli altri non venga soddisfatta fa si che la mamma perda di vista se stessa, la relazione con il bambino e col partner.
Il campanello di allarme deve quindi accendersi quando viene compromessa la funzionalità psico-fisica e sociale della donna. C’è bisogno di supporto e sostegno che dall’esigenza di limitare i propri confini oggi spesso viene a mancare.
Frequente è la negazione da parte della neomamma di ammettere che qualcosa non va, c’è una vergogna ingiustificata ad ammettere che si stanno vivendo delle difficoltà.
Chiedere aiuto ai pochi servizi o professionisti sensibili a tale problematica è un’alternativa da non trascurare e i servizi d’altra parte dovrebbero avere il compito di informare, non ignorare e supportare tale momento.
Credo che oggi più che mai sia importante un piano di intervento informativo, preventivo e di trattamento riguardo i risvolti bio-psico-sociali che spesso accompagnano la nascita di un figlio e che si dia una possibilità alla donna, al partner e al bambino di instaurare una relazione serena, sana e significativa per il benessere di tutti.
Autore: Marialba Albisinni
